top of page

Nowruz: tra luce, memoria e speranza


Nowruz: tra luce, memoria e speranza

Ferdowsi, il grande poeta di lingua persiana, nel suo capolavoro immortale, lo Shahnameh, mille anni fa scrive:

«A Jamshid spargevano gemme preziose

e quel giorno lo chiamarono giorno nuovo.»

E da allora ebbe inizio Nowruz. Secondo Ferdowsi, Jamshid, figlio di Tahmuras, uno dei quattro re–divini, sconfigge Ahriman, siede su un trono d’oro e i demoni lo portano in cielo. Quando la luce splende su di lui, quel giorno viene chiamato “giorno nuovo” e comincia il nuovo anno.

In realtà Nowruz, il Capodanno persiano, ha una storia di circa settemila anni e si fonda sul risveglio della natura, sulla rinascita della luce e del calore; è il momento preciso in cui la Terra completa il suo ciclo annuale ed entra in una nuova orbita del tempo.

Nel corso dei millenni Nowruz è stato celebrato in forme diverse. Nowruz è rinascita della vita, equilibrio tra giorno e notte, ovvero il fenomeno dell’equinozio di primavera; simbolo di speranza, abbondanza, prosperità e di un nuovo inizio.

Le testimonianze più importanti e straordinarie di questa celebrazione risplendono nelle iscrizioni scolpite sulle mura della città di Persepolis, capitale del grande Impero achemenide circa 2500 anni fa.

Nowruz, come un filo che attraversa i secoli, ha custodito e unito le perle della cultura e dell’arte dell’Iran. Oggi milioni di persone nel mondo celebrano ogni anno Nowruz, riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Uomini e donne, secondo antiche tradizioni, puliscono le loro case, onorano la memoria dei defunti con offerte e accendendo il fuoco, indossano abiti nuovi, piantano alberi, fanno germogliare semi e fiori nella terra. Nel momento del passaggio al nuovo anno, gli sguardi si incontrano, le lacrime scorrono e le mani si stringono in segno di amicizia e amore.

Poeti e cantori accolgono questo momento solenne; il momento in cui il freddo si ritira e la primavera arriva.

Dopo l’inizio del nuovo anno, le persone visitano parenti e amici. Gli anziani donano ai bambini monete o denaro come augurio e nelle case viene preparata una tavola con sette simboli i cui nomi iniziano con la lettera “S”.

Il numero sette nella cultura dell’antico Iran è un numero sacro e rispettato, come i sette cieli e i sette Amesha Spenta.

Nella cultura persiana, Siyavash, il giovane eroe mitico ucciso ingiustamente, a Nowruz rinasce simbolicamente. Per questo motivo, quest’anno, in memoria del sangue dei giovani martiri della nostra terra, piantiamo germogli verdi e accendiamo candele per onorare il loro sacrificio e mantenere viva la luce del loro cammino.

La tavola dell’Haft-Sin rappresenta il ciclo della vita e dell’universo. Il numero sette nell’antica cultura iraniana è simbolo di ordine cosmico: come i sette cieli, i sette Amesha Spenta, le sette prove di Rostam e le sette città dell’amore nella mistica persiana.

Sabzeh (germogli): simbolo della rinascita dalla terra, origine della vita; segno di freschezza, vitalità, annuncio della primavera e della fioritura dei semi piantati nel suolo.

Samanu: dolce nettare ottenuto dai germogli di grano, che nasce grazie a grande pazienza e impegno; occasione per riunire le famiglie e simbolo di prosperità e abbondanza.

Senjed: simbolo di amore e forse di un gioco d’amore con la natura, quando il profumo dei suoi fiori riempie l’aria. Il suo frutto, con buccia, polpa e seme, ha molte virtù ed è considerato anche simbolo di saggezza.

Seeb (mela): il frutto simbolico della salute, della vitalità, della bellezza e dell’amore. Il suo colore rosso rappresenta il desiderio della vita e il suo profumo la melodia dell’esistenza.

Seer (aglio): simbolo di purezza, salute e protezione dalle energie negative.

Somāq (sommacco): polvere rosso-porpora ottenuta dalla pianta del sommacco, dal sapore leggermente acido usato nella cucina persiana; simbolo della luce e della vittoria della luce sull’oscurità.

Sepand (ruta selvatica): nella tradizione zoroastriana “Spenta Mainyu” è lo spirito sacro; i semi di sepand vengono bruciati sul fuoco per purificare l’aria e allontanare il male e gli spiriti maligni.

Serkeh (aceto): simbolo del passare del tempo; quando l’uva dolce si trasforma con pazienza in aceto, ricordando come la pazienza conduca alla maturità.

Sulla tavola dell’Haft-Sin si trovano spesso anche uno specchio, simbolo di purezza e verità; monete, segno di prosperità; un pesce rosso, simbolo di vita, movimento e libertà; e una candela, simbolo di luce e illuminazione. Talvolta, al posto dei germogli, si pone anche il giacinto, fiore il cui profumo ricorda la primavera e la sua bellezza.

Tutto questo è un tesoro nascosto che per migliaia di anni è stato custodito nel cuore dell’identità nazionale degli iraniani. Oggi siamo orgogliosi di condividerlo con voi, affinché diventi un ponte di amicizia, amore e solidarietà, una ricerca per preservare un’identità culturale che da molti anni è stata trascurata.

Noi raccontiamo questa storia affinché il sangue dei giovani non rimanga sulla terra invano, ma diventi il germoglio di un albero, il canto di un uccello, il soffio di un vento che, nel cuore di una notte oscura, ripete la parola libertà fino all’alba della vittoria.

Maryam Amirfarshi

Presidente dell’Associazione culturale

Le Mille e una Notte – Rovigo

 

 

فردوسی، شاعر بزرگ فارسی‌زبان، در شاهکار جاودان خود، شاهنامه، هزار سال پیش می‌گوید:

"به جمشید بر گوهر افشاندند

مر آن روز را روز نو خواندند"

و از آن زمان نوروز آغاز شد. به گفته فردوسی، جمشید، پسر تهمورث، یکی از چهار خدا–پادشاه، بر اهریمن پیروز می‌شود و بر تختی زرین می‌نشیند و دیوان او را به آسمان می‌برند. زمانی که نور بر او می‌تابد، آن روز را «روز نو» می‌نامند و سال نو آغاز می‌شود.

در واقع نوروز، سال نوی ایرانی، قدمتی هفت‌هزارساله دارد و اساس آن بر زنده شدن طبیعت، بیداری و پیدایش دوباره نور و گرماست؛ لحظه دقیقی که زمین چرخش یک‌ساله خود را به پایان می‌رساند و وارد دور تازه‌ای می‌شود.

در طول هزاران سال، نوروز با اشکال گوناگون جشن گرفته شده است. نوروز حیات دوباره، برابری روز و شب، یا همان پدیده اعتدال بهاری است؛ نمادی از امید به فراوانی، برکت و آغاز زندگی تازه.

مهم‌ترین اسناد و نشانه‌های بی‌بدیل از برگزاری این جشن بر سنگ‌نوشته‌های دیوارهای شهر پرسپولیس، پایتخت امپراتوری بزرگ هخامنشی در حدود ۲۵۰۰ سال پیش، می‌درخشد.

نوروز چون ریسمانی در طول قرن‌ها، دانه‌های مروارید فرهنگ و هنر ایران را به هم پیوند داده و پاس داشته است. امروز میلیون‌ها نفر در سراسر جهان نوروز، این میراث فرهنگی ثبت‌شده در یونسکو، را هر سال جشن می‌گیرند.

زنان و مردان، بر اساس سنت‌های کهن، به خانه‌تکانی می‌پردازند، یاد درگذشتگان را با خیرات و افروختن آتش زنده نگاه می‌دارند، رخت نو می‌پوشند، درخت می‌کارند، سبزه و گل بر خاک می‌نشانند و در لحظه نو شدن سال، نگاه‌ها در هم می‌آمیزند، اشک‌ها جاری می‌شوند و دست‌ها برای دوستی و عشق در هم فشرده می‌شوند.

شعرخوانان و ذکرگویان به استقبال این لحظه باشکوه می‌روند؛ لحظه‌ای که سرما رخت برمی‌بندد و بهار از راه می‌رسد.

پس از آغاز سال نو، مردم به دیدار خویشان و دوستان می‌روند. بزرگ‌تران به کودکان سکه یا پول عیدی می‌دهند و در خانه سفره‌ای می‌گسترانند با هفت نماد که نامشان با حرف «سین» آغاز می‌شود.

عدد هفت در فرهنگ ایران باستان عددی مقدس و محترم است؛ همانند هفت آسمان و هفت امشاسپندان.

در فرهنگ ایرانی، سیاوش، قهرمان–اسطوره جوانی که بی‌گناه کشته شد، در نوروزبه صورت نمادین  دوباره زنده می‌شود. بر همین اساس، ما امسال به پاس خون شهیدان جوان سرزمینمان سبزه می‌کاریم و شمع روشن می‌کنیم تا خونشان را پاس بداریم و راهشان را روشن نگاه داریم.

هفت‌سین نماد چرخه زندگی و جهان هستی است. عدد هفت در فرهنگ ایران باستان عددی مقدس و نماد نظم کیهانی است؛ همانند هفت آسمان، هفت امشاسپندان، هفت‌خوان رستم و هفت شهر عشق در عرفان ایرانی. 

سبزه:  نماد رویش دوباره از خاک، که مبدأ زایش است؛ نشانه طراوت، زندگی، بشارت فرا رسیدن بهار و شکوفایی دانه‌هایی که در خاک کاشته شده‌اند.

سمنو:  شهد شیرین جوانه گندم که با صبر و کوشش بسیار به دست می‌آید؛ بهانه‌ای برای گردهم آمدن خانواده‌ها و نمادی از صبوری و برکت.

سنجد: نماد دلباختگی و شاید عشقبازی با طبیعت، آن‌گاه که عطر شکوفه‌هایش در فضا می‌پیچد. میوه‌ای که از پوسته، گوشت و هسته آن فواید گوناگون به دست می‌آید و نشانه خردورزی نیز دانسته می‌شود.

سیب:  همان میوه نمادین، نشانه سلامتی، شادابی، زیبایی و عشق است. سرخی آن نماد تمنای زندگی و عطر آن ترنم حیات است.

سیر:  نماد پاکیزگی و خلوص، تندرستی و دور کردن انرژی‌های ناشگون.

سماق:  گردی زرشکی‌رنگ، که از گیاه سماق به دست می‌آید و با طعمی کمی ترش در غذاهای ایرانی استفاده می‌شود؛ نمادی از روشنایی و پیروزی نور بر تاریکی.

سپند:  در آیین زرتشتی «سپنتا مینو» روح مقدس است و سپند دانه‌هایی ریز است که برای پاک کردن فضا و دور کردن شر و اهریمن بر آتش می‌ریزند.

سرکه:  نماد گذر زمان است؛ زمانی که انگور شیرین با بردباری به سرکه تبدیل می‌شود و نشان می‌دهد صبر چگونه به پختگی می‌رسد.

در سفره هفت‌سین همچنین آینه، نماد زلالی، پاکی و بازتاب حقیقت؛ سکه، نشانه افزونی و برکت اقتصادی؛ ماهی قرمز، نماد زندگی، حرکت و آزادی؛ و شمع، نماد روشنایی و نور، نیز قرار داده می‌شود. گاهی نیز به جای سبزه، سنبل می‌گذارند؛ گلی که با عطر خود یادآور بهار و زیبایی‌های آن است.

تمام این‌ها گنجی پنهان است که در طول هزاران سال در سینه هویت ملی ایرانیان حفظ شده و ما امروز مفتخریم آن را با شما در میان بگذاریم تا پلی باشد برای دوستی، عشق و همبستگی، جستجویی برای پاسداشت و هویت ملی که سالهاست مورد بی مهری قرار گرفته. ما روایت می کنیم تا خون جوانان بر زمین نماند باشد که تبدیل به جوانه درختی شود، نغمه پرنده ای، نوای بادی که آزادی را در دل شبی تار تا صبح پیروزی تکرار می کند.

مریم امیرفرشی – انجمن هزار و یک شب – رُویگو – ایتالیا


 
 
 

Comments


© 2020 by Artist Corner. Proudly created by Magic Studio

bottom of page